Italian Quality per rafforzare il Made in Italy

Roma, 4 dicembre 2013

“Una buona idea per rafforzare la promozione dei prodotti italiani all’estero e tutelarli da possibili e purtroppo frequenti contraffazioni è venuta la scorsa settimana nel corso dell’incontro, al quale ho partecipato, avvenuto in Senato per la presentazione del disegno di legge sull’istituzione del marchio «Italian Quality», il cui primo firmatario è il V. Presidente del Senato Valeria Fedeli.

Di questi tempi avere buone idee, innovative ed efficaci, è l’unico modo di accrescere, sia pure virtualmente, le risorse disponibili che, come si sa, sono poche e tutte già destinate. È tanto più vero in questo caso, trattandosi prevalentemente dell’esportazione del «Made in Italy» nel mondo, una delle voci costantemente attive in un quadro economico che da anni è in sofferenza ed è segnato da pesanti arretramenti in molti comparti. Il contributo delle esportazioni alla formazione del prodotto interno lordo, infatti, ha superato il 30%. Nel 1911, mentre i consumi sono diminuiti dello 0,1% e gli investimenti dell’1,3%, le esportazioni sono aumentate del 6,7%. Nel 1912, i consumi sono arretrati del 3,3% e gli investimenti addirittura del 9,1%, le esportazioni sono cresciute del 2%. Insomma, siamo in uno dei pochi campi nel quale le speranze di produrre di più e di ampliare qualche spazio di lavoro possono mettere concretamente radici.

I prodotti del «Made in Italy», tuttavia, da un bel po’ di tempo sono sotto il tiro di sempre più estese contraffazioni provenienti da paesi che producono a costi nettamente inferiori. Talvolta, la mistificazione assume forme addirittura legali, poiché la normative commerciali in vigore consentono che un prodotto possa dirsi «italiano» anche se ha subito in Italia solo l’ultima lavorazione. Il «Made in Italy», dunque, rischia di perdere una parte del suo prestigio e del suo richiamo se non si interviene con un’attribuzione che certifichi l’originarietà e la qualità del prodotto italiano, apprezzate in tutto il mondo. E questo non solo a tutela dei consumatori stranieri, ma anche di quelli italiani, ai quali rischia di non bastare più la tradizionale denominazione di prodotto italiano.

Questa proposta di legge, che tiene conto anche del lavoro fatto nella precedente legislatura su queste questioni e che è molto accorta a evitare i filtri delle disposizioni comunitarie in materia di libera circolazione, integra la marcatura d’origine del «Made in Italy» con una certificazione di eccellenza del prodotto, espressa appunto come «Italian Quality».

Essa viene concessa dallo Stato a chi ne fa richiesta solo dopo avere accertato che il prodotto sia il frutto di un’impresa italiana che agisce sul territorio italiano e che abbia subito non solo l’ultima lavorazione in Italia, ma almeno un’altra. Una garanzia di eccellenza, insomma.
Insistere su una linea di qualità è il modo migliore per tutelare veramente il «Made in Italy» e per consentire che possa sprigionare tutto il suo potenziale attrattivo. È l’opinione che ho espresso direttamente alla Senatrice Fedeli e al Vice Ministro Carlo Calenda, ai quali ho dato la mia completa disponibilità ad assecondare per l’area dalla quale provengo un progetto così significativo e necessario. Mi auguro che il disegno di legge proceda al Senato con celerità e, intanto, ogni passo fatto in questa direzione non può che far bene all’Italia in questo particolare momento”.

On. Francesca La Marca (Ripartizione Nord e Centro America)