LA MARCA INTERVIENE SULLA RIFORMA DELL’EDITORIA: SALVAGUARDARE LE PECULIARITÀ DELLE PUBBLICAZIONI PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

Lo scorso 18 febbraio ho partecipato  alla riunione del Comitato per gli italiani nel mondo e per la promozione del Sistema Paese, presieduto dall’On. Fabio Porta, dedicata all’audizione dei rappresentanti della Federazione della stampa per gli italiani all’estero (FUSIE). Nel mio intervento, ho richiamato l’attenzione dei presenti su due aspetti. Il primo riguarda l’esigenza di applicare criteri di grande elasticità nell’ammissione ai contributi dei soggetti che operano all’estero, in condizioni molto diverse da quelle che si riscontrano in Italia. Pur consapevole che il testo di riforma dell’editoria all’attenzione della Camera ha già ammesso la possibilità di definire criteri specifici inerenti ai requisiti di accesso e ai meccanismi di calcolo dei contributi, ho insistito, tuttavia, sul fatto che il Governo, nell’esercizio della delega che il Parlamento gli attribuirà, utilizzi fino in fondo questa possibilità per evitare che l’evoluzione che l’editoria per gli italiani all’estero ha subito soprattutto negli ultimi anni possa comportare perdite di testate e di esperienze significative. A questo proposito, ho fatto l’esempio di una storica testata, quella del “Corriere Canadese”, presa in gestione da una nuova società che, per il fatto di essere nata da poco, si è vista escludere dai contributi pubblici, di cui la testata ha sempre usufruito. È vero che il nuovo testo abbassa a due anni l’anzianità di costituzione dell’impresa, ma è necessario guardare con una particolare elasticità a queste esperienze, che danno un grande contributo in termini di informazione, identità e coesione delle nostre comunità, anche in considerazione del voto all’estero. È necessario fare in modo che esse non si trovino nella condizione di arrendersi alle mille difficoltà che occorre superare per assicurarne la sopravvivenza. Il secondo aspetto è quello riguardante gli strumenti di comunicazione più moderni che da tempo operano tra le comunità, in particolare a quelli radio-televisivi.  Il testo di riforma fa un grande passo avanti nei confronti delle testate online, che sono non solo ammesse ai finanziamenti, ma incentivate. Questo è certamente un fatto positivo. “Resta, tuttavia, il problema delle emittenti radio e delle televisioni che producono programmi in italiano e spesso fanno sentire la voce dell’Italia in contesti di forte articolazione “etnica”. Anche se il testo della nuova legge non ha potuto tener conto di questi aspetti, è opportuno aprire un confronto serio tra noi e con il Governo per cercare di affrontare concretamente, anche questo importante lato dell’informazione per gli italiani all’estero nella prospettiva di assicurare una visibile presenza dell’Italia nel mondo. FLM

APPROVATO IL NOSTRO EMENDAMENTO SULLE PUBBLICAZIONI PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO NELLA LEGGE DI RIFORMA DELL’EDITORIA

La commissione Cultura della Camera, in sede di esame del testo unificato sull’ “Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all’editoria”, ha approvato il 17 febbraio scorso un emendamento del gruppo dei deputati del Partito Democratico eletti all’estero, riguardante le pubblicazioni per gli italiani all’estero. Il disegno di legge, diretto alla riorganizzazione della complessa materia dell’editoria, oltre a istituire il fondo per il pluralismo e l’innovazione, prevede anche le deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico e per la revisione della disciplina di settore. Esso, inoltre, conferma finanziamenti speciali ad una serie di soggetti, tra i quali quelli che editano periodici e quotidiani italiani all’estero. Il nostro emendamento si è preoccupato di precisare l’ambito di riferimento della futura delega del Governo evitando che qualche soggetto, sulla base di una dizione non appropriata, potesse essere escluso. A seguito della sua approvazione, per la quale ringraziamo in particolare il relatore On. Rampi, il testo attualmente dice che il Governo, nell’esercizio della delega, deve mantenere il finanziamento per le imprese editrici di “quotidiani e di periodici italiani in lingua italiana editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero”. Come si vede, la nuova formulazione tiene conto sia delle pubblicazioni nate e diffuse all’interno della comunità italiana all’estero e ad essa dirette sia delle pubblicazioni stampate in Italia e dirette alle minoranze italiane in Croazia, Slovenia e Istria. La riduzione a due anni dell’anzianità di costituzione di tali imprese e di edizione della testata consente anche di non penalizzare soggetti e testate che nella difficile transizione degli ultimi anni siano passati di mano continuando, tuttavia, a svolgere la loro preziosa funzione informativa e di coesione sociale. La commissione Esteri della Camera, che si è dovuta esprimere sugli aspetti di propria competenza, in sostanza quelli riguardanti gli italiani all’estero, ha dato a sua volta parere positivo. Peccato che ancora una volta il Movimento 5 Stelle, che pure nella sua proposta non aveva minacciato l’editoria italiana all’estero, ha perduto l’occasione di essere coerente con sé stesso, esprimendo un voto contrario. Conseguenze della filosofia, anzi dell’ideologia del NO, che guida le azioni di quel movimento. Il disegno di legge dovrà ora passare all’esame dell’Assemblea e, soprattutto, dopo la sua prevedibile approvazione, si dovrà trasformare nei decreti che il Governo dovrà emanare a seguito delle deleghe assegnate. Per questo consideriamo l’approvazione del nostro emendamento un primo  passo compiuto positivamente, che ci induce a seguire con attenzione l’ulteriore sviluppo di questa delicata materia.

I deputati del PD Estero: Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi