NEWSLETTER N. 24 – 8 AGOSTO 2016

SENZA MEMORIA NON C’È PRESENTE E NON C’È FUTURO
La mia proposta di legge per l’istituzione della Giornata nazionale degli italiani nel mondo

Una giornata nazionale dedicata agli italiani nel mondo. È questo il contenuto di una proposta di legge che ho presentato in queste settimane e che è stata sottoscritta da 326 deputati. In altre parole, la maggioranza assoluta dei deputati ha aderito a questa idea e chiede assieme a me che l’Italia inserisca nel calendario delle sue ricorrenze ufficiali anche un riconoscimento per gli italiani emigrati e per i loro discendenti. La cosa speciale che è accaduta, rara nelle aule parlamentari soprattutto in tempi di acute tensioni politiche, come quelli che viviamo, è che intorno alla mia proposta si è costituito uno schieramento di sostegno trasversale, che vede insieme esponenti della maggior parte dei gruppi parlamentari, di maggioranza e di opposizione.

Perché una giornata nazionale per gli italiani nel mondo?

Intanto per un dovere morale. In questa maniera, l’Italia riconosce il contributo che gli emigrati italiani hanno dato al Paese, con i loro sacrifici e con la loro generosità, nei momenti di maggiore difficoltà. E di questo li ringrazia.
In secondo luogo, perché senza memoria non c’è presente e non c’è futuro.
La Giornata nazionale è l’occasione per richiamare alla memoria del popolo italiano che l’emigrazione, che ha portato fuori dai confini 28 milioni di persone e ha sedimentato nel mondo una grande comunità di 60 milioni di “italici”, è il fenomeno più vasto e profondo che la società italiana abbia conosciuto nella sua storia contemporanea. Non c’è famiglia italiana che in un secolo e mezzo non abbia avuto uno o più emigranti, ma la memoria di questa epica vicenda tende a dissolversi soprattutto tra i giovani. Soprattutto loro hanno bisogno di identificarsi socialmente e moralmente con una grande vicenda storica ed umana, per avere radici e rafforzare la loro identità. Un’identità di dialogo e di rispetto per gli altri, come ogni italiano ha dovuto fare quando ha messo piede in una terra straniera.

La Giornata, ancora, servirà a richiamare l’attenzione delle reti di informazione e di comunicazione su ciò che gli italiani sono oggi diventati nel mondo: espressione delle classi dirigenti dei più importanti Paesi, protagonisti della politica, della cultura, delle arti, delle professioni, della vita sociale e della vita economica. Una rete di straordinari testimoni dei valori di civiltà dell’Italia e una grande forza di sostegno per il Paese di origine, oltre che del Paese di insediamento. Ognuno restando leale cittadino di un’altra Patria.

L’Italia oggi ha un grande bisogno di ricollocarsi attivamente e autorevolmente nel quadro internazionale. Ebbene, la migliore chance che ha nelle mani è costituita da questa grande platea mondiale che guarda verso la Penisola con simpatia e disponibilità.

La Giornata nazionale, dunque, è un atto di onore verso gli italiani nel mondo e, nello stesso tempo, è un’occasione per l’Italia per migliorare il suo profilo di Paese globale e per trovare al di fuori dei confini le forze vive che l’aiutino a riprendere con sicurezza il suo cammino.

Gli italiani nel mondo, come quelli in Italia, naturalmente, vanno ricordati non in un solo giorno, ma tutto l’anno. Per questo ho assunto una serie di iniziative, che potrete conoscere dettagliatamente in questa newsletter.
In particolare, ho presentato un’interrogazione al Governo perché avvii i contatti con le autorità canadesi per arrivare al reciproco riconoscimento dei titoli di studio e professionali.

Il mondo è diventato globale, diciamo spesso. “Globali”, in realtà, sono gli uomini, con le loro attese di miglioramento, con il loro impegno, con le loro qualità umane e professionali. Ognuno cerca di proiettare le sue possibilità in un orizzonte più ampio rispetto al passato. Per questo è necessario che gli Stati li aiutino a ricollocarsi con le loro professioni in ambiti nei quali potranno trovare la giusta risposta ai loro sforzi e buone occasioni per realizzarsi.

Intanto, consentitemi di augurare buona estate e buone vacanze a tutti!

Un caro saluto.

Francesca La Marca


PER LEGGERE LA PROPOSTA DI LEGGE “ISTITUZIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE DEGLI ITALIANI NEL MONDO”, ASSEGNATA ALLA III COMMISSIONE AFFARI ESTERI , UTILIZZA QUESTO LINK


PER NON DIMENTICARE.

8 AGOSTO 1956: 60° ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA DI MARCINELLE

Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo 

L’8 agosto 2016 ricorre il 60° anniversario del disastro minerario di Marcinelle, la più grande tragedia che ha colpito la nostra migrazione in Europa. Nella miniera del Bois du Cazier morirono 262 lavoratori provenienti da ogni parte del vecchio continente. 136 di loro erano italiani, emigrati in Belgio.

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L’8 agosto, inoltre, celebriamo la “Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”. Istituita il 1° dicembre 2001, nella ricorrenza della tragedia mineraria di Marcinelle del 1956, la giornata è dedicata a ricordare ed onorare i connazionali che persero la vita sul lavoro all’estero, riaffermando il diritto di ogni cittadino al lavoro, sancito dalla nostra Costituzione, e di ogni lavoratore a svolgere la propria professione in condizioni di sicurezza e di dignità ovunque nel mondo.

In questa giornata, in tutto il mondo, le nostre rappresentanze osserveranno un minuto di silenzio per commemorare le vittime del lavoro che hanno onorato il nostro Paese.


ATTIVITÀ PARLAMENTARE


INTERROGAZIONE:PER IL RICONOSCIMENTO DEI TITOLI DI STUDIO E PROFESSIONALI TRA ITALIA E CANADA 

Sono costanti e insistenti le sollecitazioni che da varie parti mi provengono per vedersi riconosciuti i titoli di studio e professionali in paesi diversi dai quali sono stati conseguiti, in genere a conclusione di non brevi e faticosi percorsi di studio e di formazione professionale. Si tratta, naturalmente, di richieste del tutto naturali in una fase di sviluppo delle cosiddette “nuove mobilità”, soprattutto se la cosa riguarda persone che intendono muoversi tra paesi tra i quali intercorre un flusso di relazioni consolidate sia sul piano sociale che su quello economico e commerciale .

TITOLIÈ il caso, ad esempio, dell’Italia e del Canada, in forza della consolidata presenza nel paese nord americano di una comunità d’origine che supera il milione e mezzo di persone e di un interscambio di notevole portata, destinato a crescere con l’entrata a regime del CETA, l’accordo di libero scambio tra l’Europa e e appunto il Canada. Si tratta, oltretutto, di venire incontro anche ad impellenti esigenze di ordine sociale. Le difficoltà occupazionali che da alcuni anni persistono in Italia, infatti, indurrebbero molti giovani che cercano occupazioni qualificate, soprattutto se dotati di qualifiche professionali richieste sul mercato del lavoro canadese (ad esempio architetto, ingegnere, medico, infermiere) a considerare con interesse l’opzione canadese se in tal senso fossero facilitati sul piano dei permessi di ingresso e su quello del riconoscimento dei titoli di studio e dei titoli professionali. Per quanto riguarda il Canada, per arrivare ad un accordo sul reciproco riconoscimento dei titoli di studio e di quelli professionali, è necessario verificare se tale accordo vada realizzato a livello federale con ricadute a livello provinciale o se si si possa procedere direttamente tramite accordi con le singole Province, titolari delle competenze in materia. Su queste questioni ho interrogato il Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale intanto per chiedere che non si perda più tempo e si avviino al più presto gli opportuni contatti con le autorità canadesi per aprire un tavolo di lavoro e di dialogo finalizzato alla definizione di un accordo in materia. In secondo luogo ho chiesto di dirimere la questione più squisitamente istituzionale relativa alla scelta dell’interlocutore – federale o provinciale – con il quale aprire le trattative e arrivare in tempi ragionevoli ad una conclusione. Naturalmente, il mio impegno sarà rivolto a che si faccia presto e bene: ci sono tanti giovani in attesa e una maggiore fluidità nello scambio di persone qualificate non potrà che fare del bene sia all’Italia che al Canada”.


INTERROGAZIONE: SUI DIRITTI DEI CONTRATTISTI ITALIANI NEGLI STATI UNITI

I contrattisti italiani che svolgono la loro attività negli Stati Uniti sono stufi delle ingiustizie economiche e lavorative che subiscono da tanti anni e chiedono al Governo italiano di intervenire per sanare una situazione non più tollerabile.

MAECIÈ quanto emerge dall’interrogazione da me presentata assieme all’on. Marco Fedi, sottoscritta dai colleghi Farina, Garavini, Porta e Tacconi, e rivolta al Ministero degli Affari Esteri e al Ministero del Lavoro. Nell’interrogazione evidenziamo che sono oramai molti anni che il MAECI non concede a tale personale adeguamenti retributivi che rispecchino la dinamica del costo della vita negli USA e della crescita media delle retribuzioni del mercato del lavoro locale. Viene inoltre denunciata la mancanza di piani pensione adeguati, di schemi per la progressione delle carriere e di regole certe ed eque per la corresponsione degli straordinari. Un ulteriore elemento da non sottovalutare, secondo le valutazioni dei contrattisti locali, è il progressivo ridimensionamento dell’Euro nei confronti della divisa statunitense che ha avuto conseguenze molto penalizzanti sotto il profilo economico-finanziario per il predetto personale. Nell’interrogazione – che riprende le rivendicazioni dei rappresentanti sindacali del personale a contratto della rete diplomatico-consolare degli Stati Uniti – si lamenta anche la mancanza di un adeguato sistema assicurativo per l’assistenza sanitaria dopo il pensionamento che spesso viene sostenuta dagli stessi contrattisti in pensione a costi molto penalizzanti rispetto ai redditi pensionistici degli interessati. I contrattisti, tra le altre cose, chiedono la piena e corretta applicazione del D. Lgs. N. 103/2000 relativo alla disciplina dei contratti e un maggior rispetto delle indicazioni fornite dalle organizzazioni sindacali in merito al carovita, alla crescita delle retribuzioni e alla copertura sanitaria.


INTERVENTI IN COMMISSIONE. SANTO DOMINGO: PREOCCUPAZIONI PER I DISAGI ANCORA NON RISOLTI PER LA COMUNITÀ ITALIANA

Il 1° luglio sono intervenuta  nella Commissione esteri della Camera in replica alla risposta che il Sottosegretario Benedetto Della Vedova ha dato alle interrogazioni sulla chiusura dell’Ambasciata di Santo Domingo. Come cofirmataria dell’interrogazione dell’On. Mongiello, ho preso la parola dopo la replica del Sottosegretario Benedetto della Vedova.

lamarca CAMERAHo ricordato al Sottosegretario di avere presentato nel giro di alcuni mesi ben due interrogazioni al Governo, raccogliendo la diffusa e forte protesta dei connazionali e chiedendo il ripristino dell’Ambasciata. Ho sottolineato che, pur a seguito di provvedimenti restrittivi di natura finanziaria, si è commesso certamente un errore a decidere la chiusura sia per il fatto che l’Ambasciata aveva un bilancio non critico sia per la consistenza delle presenza di italiani, valutabile di fatto, al di là dei dati AIRE, in 30-40.000, in circa 400 imprese e in oltre 100.000 turisti all’anno. La rappresentazione dei servizi compensativi, fatta di solito dal MAECI, è molto ottimistica, se confrontata alle innumerevoli e vibranti proteste che provengono dalla popolazione locale. Ho concluso affermando di riservarmi ulteriori azioni in futuro e ribadendo la richiesta di creazione di un ufficio consolare che nella sua risposta lo stesso Sottosegretario non aveva escluso. Si tratterebbe di un segnale positivo in grado di dare risposte concrete alle esigenze dei nostri connazionali.

Nella sua risposta all’interrogazione, il Sottosegretario Della Vedova ha ripercorso il tortuoso iter che ha portato il MAECI ad includere l’Ambasciata di Santo Domingo nell’elenco delle strutture da superare a seguito dei provvedimenti restrittivi della spending review risalenti al 2012. Il provvedimento di chiusura, com’è noto, aveva creato gravi disagi sia ai connazionali residenti nel paese caraibico che agli abitanti dello stesso. Esso era stato annullato dal TAR a seguito di un ricorso presentato dall’Associazione “Casa de Italia”, ma successivamente il Consiglio di Stato ha ribaltato il pronunciamento del TAR, confermando la determinazione del MAECI. Il Sottosegretario ha fatto una serie di riferimenti ai servizi compensativi predisposti: attivazione di due consoli onorari, affidamento delle funzioni di stato civile agli stessi consoli, permanenza periodica di funzionari dell’Ambasciata di Panama, a cui è stata affidata la competenza diplomatica anche su Santo Domingo, con il compito di raccogliere i dati biometrici per i passaporti, affidamento in outsourcing del servizio visti, accreditamento presso le autorità locali dell’Ambasciatore italiano in Panama come ambasciatore non residente di Santo Domingo, sezione distaccata dell’Ambasciata italiana a Panama presso la Delegazione UE di Santo Domingo. Il rappresentante del Governo, tuttavia, non ha potuto tacere i ritardi con cui tali misure sono entrate a regime e i conseguenti gravissimi disagi personali ed economici dei residenti a Santo Domingo, costretti a recarsi in aereo a Panama per il disbrigo delle pratiche correnti.


I FONDI PER GLI ENTI GESTORI E IL RAFFORZAMENTO DEI SERVIZI CONSOLARI NEL PARERE DELLA COMMISSIONE ESTERI SULL’ASSESTAMENTO DI BILANCIO 2016

La Commissione esteri della Camera ha espresso il suo parere favorevole su tre importanti provvedimenti di carattere finanziario: il Rendiconto per l’amministrazione dello Stato per il 2015, l’Assestamento di bilancio del 2016 e la Tabella n. 6 sullo stato di previsione del Ministero degli esteri per il 2016.

Per quanto ci riguarda, questo passaggio ci offre importanti riferimenti. Il primo è che per gli ultimi due anni si conferma il trend di recupero, anche se in cifre assolute compatibili con l’attuale situazione delle finanze dello Stato, della spesa del Ministero degli esteri, dopo le forti riduzioni degli anni passati. Siamo ai primi passi, ma indubbiamente questa è la strada da percorrere. I maggiori investimenti vanno alla cooperazione allo sviluppo, che dopo la fresca riforma entra finalmente a regime, contribuendo al rilancio di un ruolo attivo dell’Italia soprattutto nelle aree in sviluppo, che sono anche quelle nelle quali è importante, nella situazione di forti tensioni internazionali che attraversiamo, che il nostro Paese dia di sé un’immagine collaborativa e solidale.

Il secondo è che nei documenti approvati vi sono importanti segnali dell’attenzione che il Governo sta manifestando su alcune questioni riguardanti gli italiani all’estero. Questioni di grande sensibilità per le nostre comunità e per le loro rappresentanze e da noi costantemente evocate e riproposte in sede politica e parlamentare. Nell’Assestamento, infatti, è certificato il reintegro di 2,6 milioni di euro per i corsi di lingua e cultura italiane all’estero promossi dagli enti gestori. Non era scontato, anzi era difficile ottenerlo per via dei persistenti problemi finanziari e nonostante il leale impegno del Ministro Gentiloni e del Sottosegretario Amendola, manifestato per la prima volta, all’indomani della legge si Stabilità, proprio in risposta ad una interrogazione presentata dal collega Tacconi e da tutti noi. È avvenuto, e questo è positivo non solo per evitare che il sistema di promozione linguistico-culturale regredisca, ma anche per preparare posizioni più solide per dare la stessa battaglia in occasione della prossima legge di Stabilità.

Nella relazione ai provvedimenti e nel parere espresso a maggioranza dalla Commissione, inoltre, viene ripreso un impegno sul quale stiamo concentrando da qualche tempo molte energie, quello di stabilire per legge l’attribuzione dei proventi delle percezioni consolari, in particolare quelle dei 300 euro per le richieste di cittadinanza, al Ministero degli esteri perché siano utilizzate per il rafforzamento dei servizi ai nostri connazionali residenti all’estero e, in consistente percentuale, siano destinate ai consolati percettori dove più gravi sono le giacenze e le lentezze per le pratiche di cittadinanza.

Si tratta di passi in avanti che consentono di far maturare il livello di sensibilizzazione sulle possibili soluzioni da dare alle questioni aperte e di continuare sulla strada di un progressivo e concreto riconoscimento del ruolo e delle attese degli italiani all’estero.


APPROVATA LA LEGGE DELEGA PER INTERVENTI SOCIALI A SOSTEGNO DEL REDDITO. SALVAGUARDATE LE MAGGIORAZIONI SOCIALI DEI PENSIONATI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO

La Camera ha approvato un importante provvedimento a sostegno dei redditi bassi e per il riordino dei servizi sociali. Si tratta del Disegno di Legge Delega 3594, recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali, collegato alla legge di stabilità 2016, che istituisce un fondo strutturale «per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, Al provvedimento sono assegnate le risorse di 600 milioni di euro per l’anno 2016 e di 1.000 milioni di euro a decorrere dal 2017.

Abbiamo votato con assoluta convinzione un provvedimento che concretamente migliorerà le condizioni sociali ed economiche di tante famiglie e pensionati. E siamo riusciti ad evitare – grazie ad un emendamento presentato in Commissione dai deputati PD eletti all’estero – che si determinasse un danno per i pensionati residenti all’estero a seguito della cancellazione di maggiorazioni sociali che, in molte parti del mondo, soprattutto in America Latina, avrebbe inciso sulla qualità della vita di tanti connazionali. Le prestazioni contributive legate al reddito, infatti, non sono esportabili in ambito UE e non vengono sostanzialmente corrisposte, o vanno poi restituite, in presenza di redditi elevati.

E’ ora urgente un’azione del Governo tesa ad affrontare il fenomeno della povertà e della regressione sociale anche tra gli italiani residenti all’estero, senza ridurre prestazioni e tagliare risorse pensate e stanziate per aiutare i più deboli e i più bisognosi. Sarà necessario garantire anche per il futuro forme di sostegno assistenziali e previdenziali per le nostre collettività residenti all’estero, come le maggiorazioni sociali e gli assegni familiari collegati alla titolarità di pensioni italiane. Le misure, naturalmente, dovranno essere rivolte a soggetti che si trovino effettivamente in una situazione di disagio economico, da verificare attraverso puntuali ed efficaci strumenti di rilevazione reddituale.

I deputati: Marco Fedi, Francesca La Marca


POSITIVA CONCLUSIONE DEL NOSTRO IMPEGNO PER L’ESTENSIONE DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI AI LAVORATORI EXTRA-UE

L’estensione delle agevolazioni fiscali ai lavoratori che operano al di fuori dell’area europea, comprese le detrazioni per carichi di famiglia, hanno raggiunto finalmente il traguardo. In questo modo si conclude positivamente l’impegno che da anni abbiamo profuso prima per includere nelle finanziarie di ciascun anno l’estensione del beneficio a tutti i lavoratori all’estero che producono più del 75% del loro reddito in Italia, poi per estendere a quelli extra-UE il beneficio riconosciuto dalla cosiddetta “legge europea” nell’ambito dello spazio europeo, infine per superare una difficoltà interpretativa sollevata in sede di Ministero dell’economia e finanze. I passaggi decisivi sono avvenuti prima in sede di Commissione esteri della Camera, quando il parere su questa questione del relatore Fedi è stato fatto proprio dall’intera commissione e trasmesso alla commissione bilancio, e poi in sede di approvazione della legge di Stabilità 2016, quando abbiamo personalmente e strenuamente difeso l’emendamento, assicurandone la copertura, anche con il sostegno del Gruppo del PD.

Esprimiamo la nostra soddisfazione prima di tutto perché è stato compiuto, come abbiamo sempre detto, un atto di riconoscimento e di giustizia a favore di lavoratori ai quali l’Italia deve molto per la sua buona immagine all’estero. Siamo contenti, in secondo luogo, perché un obiettivo politico che come deputati eletti all’estero ci siamo posti nelle precedenti e in questa legislatura sia stato raggiunto. Non è stato facile e c’è voluto tempo, come accade per ogni provvedimento che comporti impegni aggiuntivi in fasi di restrizione della spesa pubblica, ma ci abbiamo messo la faccia e soprattutto la determinazione necessaria per raggiungere l’obiettivo, ricevendo comprensione e sostegno dal gruppo del PD. La temporanea esclusione dei lavoratori operanti in Svizzera, un paese con il quale non si è ancora perfezionato l’accordo per lo scambio di informazioni fiscali, dovrebbe essere superata nel prossimo anno, quando tale accordo diventerà operante.


REFERENDUM COSTITUZIONALE, COME VOTARE DALL’ESTERO

Basta un Sì, ovunque tu sia. 

referendum
Noi auspichiamo che tutti i cittadini – che vivano in Italia o in qualsiasi altro paese del mondo – si formino un’opinione nei contenuti della riforma e partecipino a questa straordinaria prova di democrazia.
Una democrazia adulta è una democrazia dove i cittadini partecipano attivamente alla vita politica del proprio paese. Il prossimo appuntamento referendario coinvolge tutti noi italiani; inciderà profondamente sulle nostre istituzioni e sulla generazioni future, sui nostri figli.

Per leggere i contenuti della riforma costituzionale, segui il link >>
Per esercitare il diritto di partecipazione al voto dall’estero, segui il link >>


INCONTRI


INCONTRO CON L’AMBASCIATORE CANADESE A ROMA 

Con il Presidente del Gruppo del PD della Camera dei Deputati, On. Ettore Rosato, ho incontrato a Roma l’Ambasciatore McGovern. Nel corso dell’incontro abbiamo affrontato le questioni di comune interesse, approfondendo i tempi di maggiore sensibilità.

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A distanza di alcuni mesi dal nostro ultimo appuntamento, ho rappresentato all’Ambasciatore le sollecitazioni di molti cittadini, italiani e canadesi, in merito ai ritardi dell’accordo di reciproco riconoscimento delle patenti di guida. Ho appreso con soddisfazione che in queste ultime settimane si sono registrati progressi rilevanti e che, realisticamente, si è nelle condizioni di prospettare la conclusione dell’iter  per l’autunno. Mi auguro che ciò veramente accada, in modo da rispondere positivamente alle esigenze di tanti cittadini che vivono nei due Paesi.

Nel corso del cordiale colloquio, ho ritenuto doveroso aggiornare l’Ambasciatore sulla vicenda dei corsi di lingua italiana in Ontario, con particolare riferimento alla decisione dello York Catholic District School Board di annullare 400 corsi di lingua italiana integrati, se entro il 20 dicembre non interverranno fatti nuovi nella copertura dei costi del servizio. Ho sottolineato come questa decisione, se non verrà scongiurata da azioni positive, possa risultare penalizzante per l’intera comunità di italo-discendenti e, nello stesso tempo, rappresentare un passo indietro rispetto alla tradizione consolidata canadese, apprezzata in tutto il mondo, dell’insegnamento delle lingue comunitarie nella scuola primaria, elementare e superiore. La mobilitazione della comunità e di tutti gli stakeholders per evitare la chiusura di centinaia di corsi costituisce un punto di partenza positivo al quale c’è da augurarsi che anche le istituzioni italiane e canadesi possano contribuire fattivamente. Su questo tema l’Ambasciatore si è dichiarato concorde circa la necessità di verificare tutte le possibili soluzioni, chiarendo tuttavia che la competenza e le conseguenti decisioni attengano più specificatamente alle Province. Sul fronte del riconoscimento dei titoli di studio e professionali, l’Ambasciatore McGovern ha annunciato la costituzione in Ontario di una associazione di ingegneri che dovrebbe portare al riconoscimento reciproco tra Italia e Canada della professione, aprendo in questo modo la strada a collaborazioni e scambi più ampi”. Si è approfondito, inoltre, il tema degli scambi di giovani tra i due Paesi e dell’aumento delle richieste di visti permanenti per lavoro dall’Italia. Da più parti si sottolinea che nell’ambito del programma Express Entry i criteri di selezione siano in qualche modo penalizzanti per gli italiani. L’Ambasciatore ha spiegato che il programma si articola secondo criteri e requisiti generali a cui tutti i richiedenti, di qualsiasi provenienza, devono attenersi. Il rappresentante canadese, a questo proposito, ha informato che la sua Ambasciata ha messo in campo un programma di seminari su tutto il territorio nazionale, indirizzati a fornire informazioni dettagliate sulle modalità e sulle procedure dell’Express entry, per fornire in questo modo a coloro che intendano presentare domanda di emigrazione elementi precisi di comprensione e documentazione”. Per quanto riguarda, invece, i visti di vacanza-lavoro per i giovani che desiderino fare un’esperienza di alcuni mesi in Canada, ho auspicato che il progetto di estendere il visto a dodici mesi, anche con un solo datore di lavoro, veda presto la luce. Naturalmente occorrerà promuovere adeguatamente il programma anche tra i giovani canadesi affinché si migliori la conoscenza di questa opportunità, garantendo così una reale reciprocità.

L’On. Rosato, a sua volta, si è intrattenuto con l’Ambasciatore McGovern in modo approfondito sulle complesse problematiche inerenti all’accordo di libero scambio CETA.


ARTICOLI


IL MIO ARTICOLO PER “AMERICA OGGI”

È tornato il razzismo

Da Dallas a Fermo, dagli USA all’Europa,  l’Occidente dinanzi a problemi che sembravano culturalmente risolti

America Oggi 17 luglio 2016

America Oggi 17 luglio 2016

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America Oggi


INFORMAZIONI UTILI

Di seguito i link alla rete consolare del vostro Paese di residenza o di transito.

MONDO

CANADA
STATI UNITI D’AMERICA
MESSICO
PANAMA
COSTARICA
CUBA


BACHECA


DESK ATTRAZIONE INVESTIMENTI ESTERI IN ITALIA APRE A NEW YORK 

Dal 18 luglio 2016 è attivo presso la sede dell’Agenzia ICE di New York il Desk Attrazione Investimenti Esteri in Italia quale punto di riferimento per gli investitori locali interessati a cogliere opportunità di business in Italia.
Attraverso la sua Area per l’Attrazione degli Investimenti Esteri l’Agenzia ICE favorisce l’insediamento e lo sviluppo delle aziende straniere in Italia e:

  • promuove opportunità di investimento
  • assiste gli investitori stranieri nel loro insediamento e nello sviluppo di progetti
  • supporta gli investitori per tutta la durata del ciclo di vita dell’investimento
  • offre servizi di tutoraggio e after-care per investimenti strategici

Responsabile Desk: Anthony Mannara
Email: fdi.newyork@ice.it
Tel. 06 5992 5315 (per chiamate dall’Italia)
Tel: +1 212 848 0315 (per chiamate dagli USA)


PREMIO NEW YORK: A PRIZE FOR EMERGING ITALIAN ARTISTS DEADLINE SEPTEMBER 5, 2016

The Premio New York brings promising emerging Italian artists to New York for a residency at Brooklyn’s ISCP Gallery (International Studio and Curatorial Program), with the support of the Italian Cultural Institute in New York, the Italian Ministry of Foreign Affairs, the Italian Ministry of Cultural Heritage and Activities and Tourism, and the Italian Academy.

Apply here, and read more about the program here.


PER AGGIORNAMENTI E APPROFONDIMENTI E SULL’ATTIVITÀ PARLAMENTARE DEL GRUPPO PD DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, CONSULTA IL SITO:

www.deputatipd.it