UN PROMETTENTE PASSO IN AVANTI PER LA MIA PROPOSTA DI ISTITUIRE LA GIORNATA NAZIONALE DEGLI ITALIANI NEL MONDO

La Commissione affari esteri della Camera ha proposto la sede legislativa per la mia proposta di legge sull’istituzione di una Giornata nazionale degli italiani nel mondo. Desidero ricordare che 326 deputati, la maggioranza assoluta della Camera, hanno sottoscritto tale proposta. L’adesione alla procedura legislativa, che semplifica di molto il percorso del provvedimento, è venuta da tutti i gruppi parlamentari. Ora il testo passa al parere delle altre commissioni, dopo di che la Commissione Esteri potrà conclusivamente approvarla nel merito.
Per questo passo in avanti, voglio ringraziare tutti i gruppi parlamentari e i colleghi, senza distinzione di orientamento politico. Con particolare gratitudine ringrazio i deputati del Pd eletti all’estero, l’on. Lia Quartapelle, Capogruppo PD in Commissione e il Presidente del Gruppo del Partito Democratico, On. Ettore Rosato, che hanno sostenuto e sostengono con convinzione questa iniziativa, nonché il relatore in Commissione esteri Marco Fedi che ha condiviso con me questa idea fin dall’inizio. Ringrazio, soprattutto, gli italiani all’estero che, direttamente e indirettamente, mi manifestano il loro consenso e l’incoraggiamento ad andare avanti in nome di un giusto principio.
Se la Commissione esteri della Camera, dopo i pareri, confermerà la sede legislativa e approverà nel merito la proposta, essa andrà in seconda lettura al Senato.
C’è dunque la possibilità che entro questa legislatura gli italiani all’estero, di nascita e di origine, possano avere questo importante riconoscimento: una giornata – il 31 gennaio, data simbolo della legge che nel 1901 riconosceva la libertà di emigrare e i diritti dei migranti – nella quale in Italia e nel mondo si parlerà di loro. Della loro storia, del contributo che hanno dato e continuano a dare all’Italia, del grande apporto che hanno arrecato allo sviluppo sociale e civile dei paesi nei quali si sono insediati, delle potenzialità che posseggono nel sostenere e nell’irradiare il nostro Sistema Paese, delle loro espressioni culturali e delle loro esperienze d’integrazione.
Negli assidui incontri che ho avuto con i nostri connazionali in questi anni, ogni volta che ho parlato del dovere dell’Italia di compiere un atto di valorizzazione e di riconoscimento nei confronti di milioni di suoi figli che hanno ricostruito con sacrificio, dignità e successo la loro esistenza nei diversi angoli della terra, ho colto un’emozione profonda e un consenso altrettanto intenso.
Ora che le cose si sono messe su un giusto binario, mi piacerebbe che questi sentimenti fossero avvertiti anche da tutti i parlamentari che dovranno adottare questa decisione affinché sia dato il giusto riconoscimento ai milioni di italiani che con il loro impegno e il loro lavoro hanno spianato la grande strada sulla quale le giovani generazioni stanno camminando”.