SODDISFAZIONE PER L’APPROVAZIONE DELL’ACCORDO MOBILITÀ GIOVANILE ITALIA-CANADA

“Esprimo sincera soddisfazione per l’approvazione di questo provvedimento. L’accordo in materia di mobilità giovanile tra Italia e Canada era atteso da tempo e, sono certa, contribuirà a rafforzare le già ottime relazioni tra i nostri due Paesi, consentendo ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro di acquisire una migliore comprensione della cultura, della società e delle lingue attraverso esperienze di viaggio, di lavoro e di vita all’estero”, ha dichiarato Francesca La Marca, relatrice del provvedimento.

L’on. La Marca, intervenendo in Aula per esprimere il voto favorevole del Gruppo del PD, ha ricordato che l’intesa sostituirà il Memorandum del 2006, estendendo per la parte italiana il permesso di lavoro a 12 mesi e inserendo due nuove categorie di partecipanti: Young Professionals, dedicato a coloro i quali, essendo già in possesso di un titolo di studio post-secondario, intendano acquisire un’esperienza lavorativa professionale nel Paese ospite, e International Co-op, rivolto a studenti che, al fine di completare il proprio corso di studi post-secondario, intendano effettuare un tirocinio curricolare su materie correlate al proprio percorso di studio presso un’azienda operante nel Paese ospite.

“L’inserimento di queste due nuove categorie nell’ambito del Accordo – ha sottolineato la deputata democratica –  permetterà al nostro Paese di sfruttare tutte le opportunità offerte dal programma “International Experience Canada”, ampliando l’offerta per i giovani italiani che desiderino trascorrere limitati periodi in Canada per acquisirvi esperienza lavorativa”.

Dopo aver illustrato altri punti significativi dell’Accordo, l’on. La Marca ha sottolineato che “l’approvazione dell’Accordo rappresenta un segnale positivo per i giovani italiani e canadesi in cerca di esperienze di lavoro e di qualificazione professionale, soprattutto dopo due anni di restrizioni alla mobilità internazionale imposte dall’emergenza pandemica”. Concludendo il suo intervento, infine, ha auspicato che “nella successiva definizione del numero dei giovani ammessi ai programmi, si tengano in giusta considerazione i legami che contraddistinguono storicamente i rapporti tra il Canada e l’Italia”.