Estendere gli interventi formativi agli italiani all’estero

La parlamentare eletta in Nord e Centro America è intervenuta nel corso dell’audizione del Ministro della Pubblica Istruzione davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato.

In occasione dell’audizione del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza, l’on Francesca La Marca ha richiamato alcune tematiche riguardante gli italiani all’estero.
Nell’ottica dell’affermazione fatta dal Ministro nella sua relazione che ‘l’istruzione e la ricerca scientifica sono fattori determinanti per lo sviluppo economico’, l’on. La Marca ha sottolineato l’esigenza di “non circoscrivere le politiche della formazione nell’ambito metropolitano, ma di considerare quell’essenziale risorsa costituita dai 4,5 milioni di cittadini italiani all’estero e dai circa 60 milioni di oriundi. Essi sono il più concreto sostegno delle politiche di internazionalizzazione del nostro Paese e sarebbe senza senso non cogliere questa opportunità.

La legge che disciplina la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero è vecchia di oltre quarant’anni. E’ urgente riformarla, d’intesa con il Ministero degli Esteri, prevedendo risorse adeguate, un maggiore coordinamento dell’intervento, un’integrazione della promozione culturale, svolta dagli istituti di cultura, con quella linguistica e la creazione di una struttura autonoma sulla strada già intrapresa da Paesi come la Germania, la Francia e la Spagna.

Un intervento che non pesa in nessun modo nel bilancio del Ministero – ha continuato l’on. La Marca – riguarda l’assunzione della storia e della cultura dell’emigrazione italiana nell’ambito dei progetti nazionali di formazione, in stretto collegamento con quello sull’Intercultura, già operante. Si tratta di un’attività di formazione interculturale,da svolgere con metodo interdisciplinare e nel quadro della conoscenza delle migrazioni contemporanee.
Per quanto riguarda l’aspetto della ricerca – ha concluso La Marca – apprezzando lo sforzo che il Governo intende fare per rilanciarla come una scelta strategica di sviluppo, chiedo che si consideri l’utilità di rafforzare una rete globale di contatti con i tanti e qualificati ricercatori italiani all’estero. Questo potrà consentire di stabilire un’utile circolarità di esperienze e di informazioni”.