La Sicilia ha nel suo patrimonio culturale la molla del suo rilancio

La parlamentare eletta in Nord e Centro America ha partecipato a Catania alla XVII Giornata del Siciliano nel mondo organizzata da Sicilia Mondo.

“La cultura e l’economia siano due settori nella vita di un Paese che si muovono in tandem. Ove c’è cultura vi è anche progresso. Le attività culturali sono portatrici di benessere economico. L’enorme patrimonio artistico e culturale della Sicilia, unitamente alle sue bellezze paesaggistiche, alla bontà del suo clima, allo splendore della sua luce ed alla meravigliosa ospitalità dei siciliani può essere la chiave di volta del futuro dell’isola”. E’ questo uno dei passaggi essenziali dell’intervento che l’on. Francesca La Marca ha pronunciato a Catania, in occasione della XVII edizione della ‘Giornata del Siciliano nel mondo’, promossa dall’Associazione Sicilia Mondo, presieduta da Domenico Azzia. Con l’on. La Marca sono intervenuti anche i colleghi Fabio Porta e Mario Caruso e il senatore Francesco Giacobbe.

Dopo avere ricordato con intense parole la sua formazione in una famiglia di origine siciliana dell’Ontario e la “scoperta” della terra di suo padre in occasione dei viaggi in Italia, l’on. La Marca ha sottolineato l’importanza che il movimento associativo siciliano ha avuto per la conservazione dei legami con la Sicilia e per l’animazione delle comunità d’origine all’estero: “La scelta della istituzioni siciliane, da quella regionale a quelle locali, di sostenere il movimento associativo siciliano è stata positiva e lungimirante, sia nel senso di aumentare i livelli di protezione e di reciproca solidarietà dei siciliani nel mondo che nel senso di preservare i rapporti della regione con la sua vasta e diffusa diaspora.

Viviamo momenti di gravi difficoltà sul piano economico e sociale, sia a livello nazionale che regionale e locale, ha continuato La Marca. Se il nostro mercato langue, esistono nel mondo mercati più vitali e dinamici che possono essere un utile punto di riferimento per i nostri prodotti, per la nostra offerta turistica, per la professionalità dei nostri giovani che non trovano occasioni di lavoro. Il maggiore aiuto in questa direzione ci può provenire proprio dai siciliani presenti nei quattro angoli del mondo e dalla rete associativa.

I giovani rischiano di distaccarsi dal nostro mondo tradizionale – ha concluso l’on. La Marca – ma oggi abbiamo una grande opportunità da sfruttare. Nelle scuole, nelle università, nella vita di ogni giorno, si sono da tempo affermati pratiche interculturali che spingono i giovani a interrogarsi sulle loro radici e sulla loro identità. Anche se tutto questo avviene con forme e linguaggi diversi rispetto al passato, sarebbe un grave errore per il futuro abbandonare il retroterra di tradizioni, lingua, cultura, in una parola, di civiltà siciliana, che la rete associativa può assicurare”.