Newsletter del 23 dicembre 2013

Si chiude una fase, si apre un cammino di lavoro

Questo 2013 che sta per chiudersi è stato politicamente un anno lungo, molto lungo. Il responso elettorale che non ha consentito di dare una maggioranza definita al Paese; la formazione di un governo di “larghe intese” che con l’andare del tempo ha manifestato le sue ambiguità e contraddizioni; la rielezione di Giorgio Napolitano, accettata per puro senso dello Stato e per non lasciare il Paese senza un riferimento istituzionale sicuro; l’applicazione a Berlusconi di una norma da lui stesso votata, che l’ha escluso dal Parlamento; la scissione del centrodestra e la nascita del governo delle “intese ristrette”, con una maggioranza più ristretta ma più coesa; il cambio di leadership nel partito democratico e l’arrivo sulla scena di Matteo Renzi: chi poteva immaginare solo ai primi dell’anno una spirale di vicende così intensa?

Per chi, come me, è entrato per la prima volta in Parlamento, questi mesi sono stati di duro, ma utile apprendistato nell’attività istituzionale e mi hanno consentito di allargare la rete di contatti con gli italiani del Canada e degli Stati Uniti. Come avevo promesso al momento delle elezioni, ho cercato di raccogliere le richieste e trasformare i problemi in iniziative e proposte parlamentari. Nelle forme e nei limiti in cui un deputato può concretamente operare.

Questo è avvenuto per la cittadinanza, per la tutela sanitaria dei figli di cittadini all’estero temporaneamente in Italia, per il reciproco riconoscimento delle patenti, per la ratifica dell’accordo bilaterale di sicurezza sociale con il Canada. Ho fatto squadra con gli altri eletti all’estero del mio gruppo per il sostegno della lingua e cultura italiane all’estero, per l’insegnamento multidisciplinare delle migrazioni nelle scuole, per la creazione del Comitato dei ricercatori italiani all’estero, per la nascita del Museo delle migrazioni, per un progetto di turismo di ritorno, e per altre cose ancora.

Ora che con l’approvazione della legge di stabilità, purtroppo ancora appesantita dal perdurare della crisi, si apre un nuovo anno di lavoro, continuerò con i miei colleghi eletti all’estero e in dialogo con il CGIE a cercare di difendere lo spazio degli italiani all’estero metro per metro, a cercare anzi di estenderlo, esplorando terreni nuovi. Restare fermi nella fase di regressione imposta dalla crisi può significare tornare indietro. E’, dunque, il momento del cambiamento, delle riforme. Ad iniziare da quella della lingua e della cultura italiane all’estero. Come sempre, aiutateci con il vostro sostegno e con i vostri consigli.

Gli auguri che Vi faccio per il nuovo anno servono dunque a tutti noi per uscire finalmente dalla crisi e per conoscere giornate più luminose.
Francesca La Marca

Luci e ombre nel piano di chiusura dei consolati. Non chiudere il discorso per il futuro

“La questione della chiusura dei consolati e di altre strutture italiane all’estero si è dunque conclusa con qualche atto di buon senso, con alcuni errori di impostazione e con un accanimento francamente eccessivo per alcune realtà come l’Europa.
Tra gli atti di buon senso rientrano certamente la salvaguardia di Filadelfia e Detroit, strutture strategiche in un contesto di vitale importanza per gli interessi italiani, come quello degli USA. Non posso che felicitarmi del fatto che la pressione del mondo associativo locale, del Cgie e dei parlamentari della ripartizione abbia prodotto un risultato positivo. È un buon esempio di come il dialogo tra tutte le forze e l’unità operativa possano produrre buoni risultati anche in situazioni di obiettiva difficoltà. Il fatto che si sia fatta un’analoga valutazione di buon senso per l’Australia e l’America latina, dove i consolati rappresentano dei ponti di relazione con realtà dinamiche, e’ altrettanto positivo.

La Farnesina

La Farnesina

Un errore, invece, e’ certamente la chiusura dell’istituto di cultura di Vancouver. Si fanno molte belle parole, forse troppe, sul valore strategico della cultura italiana nel mondo, e poi per far quadrare i numeri si chiudono gli istituti di cultura che nel loro esercizio sono in attivo. Vancouver rappresenta poi un’area di grande interesse per l’Italia per essere una delle porte americane verso l’Oriente e per avere un retroterra canadese di grande peso per le importanti risorse energetiche. E invece, dopo la chiusura del consolato di Edmonton, si chiude anche a Vancouver, un errore, ripeto, sul quale non mancheremo di tornare in futuro.
Il piano di chiusure nel suo complesso, comunque, e’ basato su presupposti sbagliati, quello di una spending review che è’ usata solo per tagliare e non per riorganizzare utilmente la presenza italiana nel mondo. La rete dei consolati e degli istituti di cultura non è una semplice pratica da chiudere al più presto, ma una un fattore di internazionalizzazione del Paese. I
n questi termini continueremo a trattare con il Governo in vista del rilancio della spending review che lo stesso governo ha fatto in queste settimane”.

Legge di stabilita’: risultati raggiunti, problemi aperti

La Legge di stabilità che abbiamo approvato alla Camera e che a giorni concluderà il suo cammino al Senato contiene alcuni segnali importanti in direzione del lavoro, della solidarietà sociale e della ripresa economica. Pur dovendo fare i conti con le drammatiche restrizioni finanziarie cui l’Italia deve soggiacere, queste scelte rappresentano probabilmente tutto quanto era possibile fare nelle condizioni date. Nessuno può far finta di non sapere che l’Italia, in sei anni di crisi, ha perduto il 9% del PIL e ha visto aumentare la disoccupazione del 5,5%. Se le previsioni di miglioramento dell’economia avranno un riscontro, si saranno poste le condizioni per una progressiva fuoriuscita dalla crisi e per iniziare a diminuire il carico di sacrifici che da anni pesa sulla condizione sociale degli italiani.

enrico letta e fabrizio saccomanni

Enrico Letta e il ministro Fabrizio Saccomanni

Le politiche per gli italiani all’estero hanno naturalmente risentito della difficile situazione generale. Tuttavia, nel passaggio tra Senato e Camera, alcuni risultati sono stati raggiunti. Al Senato l’iniziativa degli eletti all’estero del PD ha consentito di migliorare le dotazioni finanziarie per le operazioni elettorali di rinnovo dei COMITES, per i corsi di lingua e cultura, per l’assistenza diretta e indiretta, per l’informazione verso gli italiani all’estero.

Anche se si tratta di risorse non rilevanti, chi ha ancora nella mente i pesanti tagli degli ultimi anni su queste stesse voci non può che ragionevolmente rallegrarsi del fatto che anziché togliere questa volta si sia aggiunto.

Alla Camera, dove si sono scontrate le innumerevoli richieste per i problemi impellenti che si sono accumulati in questi anni, la nostra iniziativa è riuscita ad acquisire due risultati importanti: l’attribuzione ai Comuni della facoltà di deliberare le agevolazioni fiscali per la casa degli italiani all’estero anche per la TASI, oltre che per l’IMU e la TARI; la destinazione aggiuntiva di 7 milioni di euro in tre anni alle politiche di internazionalizzazione, in particolare delle piccole e medie imprese, una delle esigenze prioritarie del Paese in questo momento di difficoltà, da realizzare attraverso le Camere di commercio all’estero.

Non nascondiamo di avere anche qualche serio motivo di rammarico. La mancata equiparazione alla prima casa dell’abitazione dei cittadini italiani all’estero, conseguenza ancora una volta della mancanza di risorse sufficienti, resta un principio sacrosanto sul piano dell’equità che continueremo a sostenere senza arretramenti e senza rassegnazione. La mancata previsione delle risorse per le detrazioni per carichi di famiglia di chi lavora all’estero ma produce reddito in Italia, inoltre, è un atto di vistosa ingiustizia verso persone che fanno tutto il loro dovere nei confronti del fisco italiano e non si vedono, invece, riconosciuto un loro elementare diritto. Anche su questo piano continueremo a tenere aperta la questione.

Con l’approvazione di questa legge di stabilità da tempi ancora difficili si mette lo Stato in condizioni di agire e di affrontare le prove che non mancheranno, né sul piano economico e sociale né su quello politico. Lo spazio che in questo ancora difficile percorso ci sarà per gli italiani all’estero va conquistato giorno per giorno, con determinazione e unità d’intenti tra tutte le rappresentanze democratiche delle nostre comunità. Noi continueremo a stare in campo e a fare il nostro dovere.

Impegno per lo sviluppo dei rapporti tra Italia e Quebec

La parlamentare italo-canadese ha incontrato alla Camera il Ministro per le relazioni internazionali del Québec Jean-François Lisée, in visita ufficiale in Italia.

L’on. Francesca La Marca, nella sua duplice veste di parlamentare nata in Canada e di Presidente della sezione di amicizia Italia-Canada, ha incontrato presso la Camera dei Deputati il Ministro per le relazioni internazionali, la francofonia e il commercio estero del Québec, Jean-François Lisée, in visita in Italia.

Nel corso del cordiale e diffuso scambio di vedute sullo stato dei rapporti tra Italia e Canada, con particolare riguardo alle tematiche relative al Québec, sono stati affrontati diversi problemi di interesse comune, a partire dall’interscambio tra Italia e Quèbec. L’interscambio tra le due realtà, infatti, si aggira sui due miliardi di dollari, rispetto ai sette miliardi di dollari tra l’intero Canada e il nostro Paese, per una percentuale di circa il 30% del totale. Il saldo dell’interscambio Italia-Québec è stato storicamente attivo a vantaggio dell’Italia.

francesca la marca e il ministro Jean-François Lisée

Francesca La Marca e il ministro Jean-François Lisée

Anche sul piano delle relazioni culturali, i rapporti con la Provincia francofona sono fluidi e intensi, anche per la presenza di circa duecentomila persone di origine italiana, di cui 38.000 iscritti all’AIRE. E’ stata costituita, infatti, una commissione mista per l’applicazione della reciprocità nel riconoscimento dei titoli di studio e non è da trascurare l’apertura di una cattedra d’italiano presso la prestigiosa università Mc Gill di Montreal.

L’on. La Marca, su richiesta del Ministro Lisée, ha avuto modo di illustrare le sue iniziative parlamentari in merito all’accordo di sicurezza sociale tra Italia e Canada, che dopo l’approvazione del Parlamento canadese deve essere ratificato da quello italiano; alla crisi de Il Corriere canadese, in via di superamento; alla convenzione contro le doppie imposizioni fiscali e ai negoziati per un accordo di reciprocità sulla conversione delle patenti di guida.

A conclusione del cordiale incontro, l’on. La Marca ha dichiarato: “Si è trattato di un utile e ragionato scambio di vedute, che mi ha consentito di verificare quali siano i punti di maggiore sensibilità dei governanti del Québec nei confronti dell’Italia. Il Québec nel contesto canadese è una realtà di grande peso per la ricchezza delle sue dotazioni energetiche, la modernità delle sue produzioni aerospaziali e la consistenza della comunità italiana in essa insediata.  Il mio impegno, in qualità di presidente appena eletta della sezione di amicizia interparlamentare Italia-Canada, sarà quello di dare impulso all’impegno di migliore conoscenza tra i parlamentari dei due Paesi e, in tale contesto, di avere una particolare attenzione per i rapporti con il Québec in considerazione dell’importanza reciproca di uno sviluppo dei rapporti tra le due realtà”.